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ALBERTO ZAMBONI

Dal testo scritto per la mostra "Il Viaggio di Annibale" - Galleria Orizzonti Arte Contemporanea - Giugno 2014

Il primo evento con cui per quest'anno apre nuovamente lo Spazio Purgatorio, è rappresentato dalla mostra “Il Viaggio di Annibale” con le opere di Alberto Zamboni.

Artista bolognese già da tanti anni inserito nel panorama artistico internazionale, Alberto Zamboni, per la prima volta con una sua personale in Puglia, sceglie di raccontarci del viaggio eroico per eccellenza, quello di Annibale con i suoi 37 elefanti.

Con il suo leggendario viaggio, Annibale attraversa le Alpi per attaccare Roma, compiendo una delle più grandi imprese raccontate nella storia di tutti i tempi.

La battaglie di Canne, in Puglia infatti, è ricordata da sempre come una delle più grandi manovre tattiche della storia e una delle più pesanti sconfitte di Roma.

I 37 elefanti sono eroici e maestosi ma il viaggio di Annibale è soprattutto il viaggio della saggezza, della maestosità, della speranza e della resistenza, non solo fisica ma soprattutto psichica, rappresentate dal Grande Elefante, unico superstite simbolico dei 37 sui simili con cui Annibale era partito in principio e di cui si serve, in extremis, per la sua salvifica fuga finale, abbandonando la scena nella completa solitudine dell'Eroe.

“Per chi cerca ancora tra le righe della storia” come racconta lo stesso Alberto Zamboni, “il viaggio di Annibale suggerisce una moltitudine di immagini visionarie; l'elefante che attraversa le Alpi è pur parente della lucente e imprendibile Moby Dick.

Tra il mito e la realtà rimangono storie scritte nell'eterna memoria umana e ciclicamente si tramandano ancora, suggerendo immagini ed interpretazioni.

Personalmente è un viaggio pittorico; dalle atmosfere luminose che sfumano i contorni consumati dal tempo, appaiono visioni, gruppi di figure, animali, popoli in transito che testimoniano passaggi, migrazioni, antichi viaggiatori nel tempo.

In controluce eserciti dispersi, al confine estremo del possibile, laddove la luce è totale e diventa un abbaglio, corrodendo i contorni, lasciando solo un'impressione: la sagoma maestosa dell'elefante che guida le truppe, avanzando lentamente verso mete ignote”.

E ancora, attingendo da altre fonti:

Che si tratti di sagome umane o di strade o panorami desolati, nei quadri di Alberto Zamboni il paesaggio è sempre il solito, sempre uguale a se stesso. Ciò che cambia e profondamente, è il colore, l’atmosfera del luogo e del dipinto, lo stato d’animo dell’autore e dello spettatore di fronte a questi scenari. Se una dominante verde o ocra può far apparire reali e concreti gli orizzonti, una velatura viola e blu riesce a trasformare il tutto in un sogno e regala all’opera quell’indecifrabilità tipica del viaggio onirico, folle e incontrollabile. E così la tela ricorda il paradiso artistico, tutto pennellate ed olio….un’abile contrapposizione di giallo e di rosso rende la visione mattutina, rilassata, il senso della terra promessa; un gioco di azzurri spenti e di grigi fa respirare al fruitore un’evidente malinconia, un ricordo lontano, un flash-back tornato all’improvviso alla mente da un passato che si credeva dimenticato.

L’artista concentra la sua attenzione su tutti i sentimenti di cui l’animo umano è capace e per farlo si affida al colore contrassegnando ogni singola opera di quella leggerezza indistinta, tipica del “racconto di nessun luogo”….. desidera che siano le velature, i toni e le dominanti a trionfare sulla scena e rifiuta una collocazione precisa dei suoi soggetti, permettendo allo spettatore di perdersi davvero nelle proprie sensazioni, in quei moti profondi del colore e delle atmosfere di un posto sconosciuto, senza riconoscere alcun riferimento ed alcun panorama nei suoi quadri. I “non luoghi” di Zamboni sono senza tempo e senza dimora; non esistono per tutti e non si ripetono mai da uno spettatore all’altro perché ognuno può e deve dargli una propria collocazione all’interno della propria memoria, del desiderio e dell’immaginazione. Chiunque guardi i suoi quadri, con l’aiuto delle atmosfere e del colore, può trovarci i lampi del proprio passato, i posti rimpianti e mai dimenticati, i desideri inconfessati e più nascosti…è un viaggio dentro se stessi, all’interno dei propri sentimenti…il mondo è a portata di mano ma non si può afferrare, annusare, capire…tutto esiste per un solo momento per poi sparire nel nulla…..il passato ed il futuro sono la stessa faccia della stessa medaglia…il presente invece è lì, nel quadro, come attimo fuggente….

Alberto Zamboni è nato nel 1971 a Bologna dove vive e lavora.

Le opere

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