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ROSSANA BORZELLI

“ … I volti, le mani, gli occhi, il nero, il bianco, cosa sono? Sono davvero volti, mani, occhi, non colori? Ed è qui che comincia l’enorme interrogativo che tutto il suo dire ci trasmette. … Entri in “galleria” e due mani (mani?) congiunte ti aggrediscono con un potente contrasto di nero e bianco. Sono mani congiunte che serrano qualcosa? Ed è qui che cominci a riflettere: sono due rocce che si congiungono? Nuvole che assumono altra identità e si affiancano come mani? Così ti accorgi che non “serrano” Non racchiudono con forza definitiva. Nello spazio dell’incontro, c’è il nero, il “nero” di Rossana che è il mistero che si sprigiona dalla realtà, ed è il mistero, motivo d’ispirazione che suscita irrequietezza e malinconia: Cosa serrano quelle mani? Il loro incontro crea un varco nella nostra Mente e ci fa andare molto “oltre”. Gli occhi: altro enigma: a volte solo accennati con una linea, occhi che guardano dentro, “non” tramite con l’esterno, occhi anche ben definiti, così come si fa nei ritratti di tradizione. Ma chi guardano? Dove guardano? Non certamente la “ritrattista”: Guardano oltre…molto oltre. … “ Armanda, Bari 2006

“ … Nell'autoritrarsi attraverso le sue mani (con lo sfondo del proprio maglione nero) fa che queste ci parlino attraverso il gesto e la luce teatrale. … Col minimo dei mezzi, in un rigoroso bianco e nero, riesce a comunicare, dentro la massima tensione, tutto un vissuto, un contenuto pieno di significazione che ci descrive la verità d'un suo periodo di vita.
Ultimamente sono comparsi anche i piedi, che come si sa, sono col viso e le mani le parti del proprio corpo che meglio parlano di noi. Qui non si può non pensare ai piedi nudi di un danzatore, sono i piedi stanchi, doloranti di un ballerino, sovraccarichi del ruolo di essere il più importante attrezzo (media) della performance artistica e capita di intravvedere nel momento, in quanto fermo pittorico, tutto il movimento che ha preceduto l'attimo.
Quanto al ritratto la Borzelli si permette di togliere, di mettere da parte, il volto umano della persona ripresa. …” Paulina Miranda

“….tiene conto della crisi che accompagna la ritrattistica nel suo difficile compito di dare immagine a un’identità che i travagli del contemporaneo hanno rivelato essere tremendamente fragile e scissa. Con questa consapevolezza le opere della Borzelli si danno sempre per frammenti. … E insieme ai volti, i corpi: anch’essi evocati solo in alcune parti, lasciati parlare attraverso la gestualità espressiva delle mani, intrecciate ad esempio in moto passionale, o suggeriti attraverso plastici giochi di luci e ombre, di pieni e di vuoti. ”
Antonella Marino, giornalista

Rossana Borzelli è nata a Roma, vive e lavora a Manziana (RM). Ha studiato arte con Leonardo Aprea a Napoli e con Giovanni Crisostomo a Roma. Realizza opere a grande scala: quadri e scenografie, dipinti ad olio su svariati supporti, dalla tela al legno. Numerose le sue esposizioni in Italia e all’estero: Francia, Belgio, Finlandia, Germania. Nel 2000 ha conseguito il primo premio di pittura a Cannes, nel 2003-2004 i premi per la migliore scenografia in due rassegne di spettacoli teatrali a Bracciano.

Artista gestita in condivisione con la Galleria Fondaco di Roma

www.fondaco.eu

Le opere

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